STORIA - COPPA dei BORBONE

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STORIA

Il circuito di Caserta ha rappresentato fin dagli esordi il palcoscenico ideale per far sfilare potenti autovetture che nel novecento segneranno la storia motoristica mondiale. Piloti come Campari, Fagioli, Cortese  scriveranno pagine gloriose della leggenda motoristica del circuito di “terra di lavoro”.

E’ il 1967. La linea di partenza è completa. i motori rombano, l’adrenalina dei piloti è al massimo. La folla incita i loro beniamini. Geky Russo è pronto per prendere il via di quella che si rivelerà la sua ultima corsa.

Molto tempo  è trascorso dall’ultimo giro che ne segnò la fine nel lontano 1967. La folla muta ed assiepata ed il rettilineo deserto antistante la reggia di Caserta, sembrano ancora oggi aspettare che le auto sfreccino a velocità sostenuta per fare poi ritorno sulla     linea di arrivo e contendersi il trofeo. Da quella linea che segnava l’agognato traguardo, oggi partirà una nuova avventura.

La domanda che ci si è posti è perché dover ritornare qualche decennio indietro? Perché risvegliare ricordi assopiti? Perché ricominciare?

Quando il ricordo e le emozioni convivono allora significa che nulla è realmente finito, anzi. Chi ama i motori, ama i suoi aneddoti, i suoi personaggi controversi ed anche le tragedie che hanno reso questa passione ancora più forte e crudele laddove il rischio e la competizione si uniscono in un solo connubio.

In fondo è innegabile che dove l’uomo finisce nasce la figura dell’Eroe. Nella curva di Montecarlo il compianto Bandini finiva per dare inizio ad una leggenda. E così Villeneuve, Senna ed Alboreto per i nostri giorni. Non ultimo per merito, ma solo per una crudele fatalità, il giovanissimo Simoncelli.

Davanti alla reggia vanvitelliana, laddove un tempo venivano montate le tribune, ci piace pensare che i personaggi che hanno scritto la storia del motorismo  seggano in prima fila,tutti insieme, in attesa  che il giudice torni a sventolare ancora una volta la vecchia bandiera a scacchi bianco e nera per accendere la sfida.

Nuvolari, Ascari, Taruffi, Villoresi, Fangio, Cortese e poi Caracciola, Von Trips, Russo, Fehr Tiger sono tutti lì ad aspettare. Tra i primi si scorge un allegrissimo Biondetti fresco vincitore della Milla miglia. Più su intrattiene la platea il sempre solerte Rosemahier, alle cui spalle fa bella mostra  di sé la statuaria bellezza nordica di Ronnie Peterson.

Per la Campania, il simpatico e brillante Antimo Minutolo la fa da Cicerone. Minuto nei tratti e’ tuttavia ammirato da tutti nello spiegare le insidie di quel circuito che conosce molto bene per le  tante volte che le sue auto ne hanno sfiorato le curve e sfrecciato sui rettilinei. Per i campani Minutolo rappresenta quello che per i modenesi è stato Stanguellini. La volontà del fare, dell’inventare, dell’osare.

Ma ecco in un angolo due mostri sacri che si sono  contesi la scena motoristica del novecento con continue evoluzioni tecniche. Da un lato il piccolo e geniale Ferdinand Porsche, il Professore, e dell’altro colui che conierà il mito per eccellenza:  Enzo Ferrari.

Oggi, finalmente, abbiamo deciso che quella bandiera torni a dare il via. Non più velocità, ma la rievocazione di quell’atmosfera agonistica primordiale che la maestosità dei marmi del palazzo reale ed un pubblico immaginario certamente meritano.

Per un giorno i piloti faranno le comparse e le autovetture le grandi protagoniste. Tante regine in un’unica reggia.

Caserta è la reggia. La reggia è del mondo. Mai migliore palcoscenico è stato più ideale per far convivere l’arte architettonica di un genio come Luigi Vanvitelli con l’arte meccanica di tanti pionieri e tutto per fondersi in un’unica connubio: L’ARTE ITALIANA.

Ci auguriamo che Il circuito automobilistico della Città di Caserta diventi il circuito di tutti, appassionati e non. Che nessuno ne rivendichi un’ inesistente paternità e che sia l’occasione per far conoscere la Campania ed il suo territorio a tutti coloro che vedono in qualsiasi espressione della cultura un messaggio di comunicazione  per abbattere barriere e ingiustificati pregiudizi. Terra di lavoro rappresenta il momento topico dell’unità d’Italia; la pietra miliare di un incontro tra un generale ed un Re. La nascita di un Popolo che tra culture diverse e tradizioni locali trova la simbiosi massima nei colori della bandiera tricolore.
La "Coppa dei Borbone" è un evento ideato e fortemente voluto da Antonello e Daniela SALZANO



Benvenuti in Campania, benvenuti a Caserta, la città dei re!

 
 
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